Monitoraggio Ambientale nell’Area Circostante l’Impianto per la Produzione di Energia Elettrica dal CDR Prodotto negli Impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2”, Mediante una Centrale di Gassificazione

COmmittente: CO.LA.RI.
Periodo: Gennaio  2009 – Luglio 2009

Ambiente

7 mesi

Concluso

Introduzione

Nel quadro dell’esecuzione dei lavori di costruzione e gestione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal combustibile derivato da rifiuti (CDR) prodotto negli impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2”, mediante una centrale di gassificazione, e degli adempimenti previsti nello Studio di Impatto Ambientale approvato dalla Regione Lazio, è stato effettuato un monitoraggio “ante operam”  e “post operam” per la determinazione dello stato ambientale nell’intorno dell’impianto.

Descrizione

L’attività  si riferisce alla valutazione dell’inquinamento atmosferico relativamente alla costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica mediante combustione di CDR nel sito di Malagrotta (Roma) a seguito della richiesta della CO.LA.RI.  L’attività e le campagne di monitoraggio sono programmate sulla base delle indicazioni contenute all’interno del documento di Valutazione d’Impatto Ambientale e delle eventuali integrazioni.

In riferimento alle caratteristiche dell’impianto, vi è da aspettarsi che la concentrazione della maggior parte degli inquinanti sia contenuta entro i valori già osservati in diverse altre campagne eseguite nell’area di Malagrotta. Infatti, si prevede che l’impianto, complessivamente, porterà ad una diminuzione dei carichi inquinanti e quindi ci si aspetta una, seppur minima, riduzione delle concentrazioni. La valutazione dell’inquinamento sarà effettuata quindi mediante analizzatori automatici in cabine di ricovero fisse. Tale schema generale avrà il supporto di misure effettuate con analizzatori trasportati su un mezzo mobile, strutturalmente analogo alle cabine di misura. Questo schema ha però insiti due problemi di tipo strutturale:

  1. i criteri di localizzazione delle stazioni fisse;
  2. la scarsa capacità della rete a rappresentare la distribuzione spaziale degli inquinanti.

Per quanto riguarda il punto 1, le stazioni vengono normalmente dislocate in siti la cui identificazione è guidata da considerazioni di natura logistica. Molto spesso, a queste considerazioni di tipo pratico, non si accompagnano elementi di conoscenza della reale distribuzione dell’inquinamento. Tale conoscenza porterebbe infatti ad ottimizzare la rete al fine di evitare misure in punti aventi caratteristiche simili oppure trascurare siti nei quali, invece, le misure potrebbero assumere una grande rilevanza ambientale.

Il punto 2 si ricollega al precedente in quanto, una volta dispiegata la rete di rilevamento, le misure si riferiscono solo ai siti di misura e la loro estensione ad altri siti non coperti dalla rete molto spesso assume carattere di arbitrarietà. L’estensione spaziale delle misure puntiformi potrebbe essere effettuata mediante modelli che comunque non si prestano ad essere utilizzati in un’area come quella di Malagrotta nella quale vi sono notevoli sorgenti emissive  e nella quale la natura degli inquinanti emessi fanno prevedere la preponderanza di quelli secondari, ossia quelli generati da reazioni fotochimiche.
Questi aspetti del problema vengono risolti mediante l’appropriato impiego dei campionatori passivi che hanno trovato molto spesso importanti applicazioni nel settore della valutazione della qualità dell’aria.

Inoltre, nella pianificazione della campagna di misura come quella prevista, deve essere data enfasi anche alla parte che riguarda direttamente gli effetti dell’inquinamento in particolare sui sistemi biologici (biomonitoraggio). Le interferenze reciproche ed altri effetti di stress sui sistemi biologici impiegati per la valutazione, non hanno però consentito di sviluppare una metodica che avesse valenza di tipo quantitativo, per cui il biomonitoraggio rimane una tecnica di valutazione ad alto valore indicativo ma che non può comunque sostituire la valutazione ambientale effettuata mediante analizzatori ed altri metodi di valutazione basati su principi di natura chimico-fisica.

Obiettivi

Scopo di questa indagine è stato quello di definire il “grigio” di riferimento della qualità ambientale prima della costruzione e quindi dell’attivazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica dal CDR prodotto negli impianti di “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2” (mediante una centrale di gassificazione) in modo da consentire “post operam” una verifica degli eventuali impatti aggiuntivi prodotti.

Partecipanti

  • CNR-IIA
  • CRATI s.c.r.l.
  • Università “La Sapienza”
  • Terra Viva

Mauro Rotatori

Coordinatore di Progetto

email: rotatori@iia.cnr.it